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«Rsi e imprese: una connessione virtuosa da testare sul campo». Il Veneto dell’economia responsabile allo Strategy Innovation Forum | CSR Veneto
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Novembre 2018

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«Rsi e imprese: una connessione virtuosa da testare sul campo». Il Veneto dell’economia responsabile allo Strategy Innovation Forum

Plenarie, focus territoriali, dati, testimonianze, occasioni d’incontro nel contesto del campus economico di Ca’ Foscari a San Giobbe, a Venezia. È stato tutto questo e molto altro il giorno di apertura dello Strategy Innovation Forum, che è stata l’occasione il…

Plenarie, focus territoriali, dati, testimonianze, occasioni d’incontro nel contesto del campus economico di Ca’ Foscari a San Giobbe, a Venezia. È stato tutto questo e molto altro il giorno di apertura dello Strategy Innovation Forum, che è stata l’occasione il 25 ottobre 2018 per connettere i tanti fili delle attività realizzate in due anni grazie al bando “Responsabilmente. Promuovere l’innovazione sociale e trasmettere l’etica” (DGR 948/16). Una parte importante allo Strategy Innovation Forum ha avuto proprio la presentazione dei risultati della ricerca sulla Responsabilità sociale d’impresa in Veneto, che ha censito oltre mille buone pratiche da parte di aziende di ogni dimensione e settore.

«Testare su campo connessione virtuosa fra Responsabilità sociale e competitività delle imprese è l’ambizioso obiettivo che ci siamo posti – ha detto Silvia Zanellato, referente formazione di Ascom Padova, ente capofila del progetto –. Abbiamo utilizzato gli strumenti messi a disposizione dalla direttiva regionale con l’obiettivo di sensibilizzare soprattutto le piccole e medie imprese. Con l’impegno di tantissimi partner di rete e operativi, si è sviluppato un coordinamento di iniziative e azioni trasversali molto importante, capace anche di comunicare quanto realizzato in questi ultimi due anni. Abbiamo organizzato convegni e seminari, promosso occasioni di formazione nelle aziende per far emergere tante buone prassi attuate ma di cui spesso non c’era consapevolezza, assegnato borse di studio che le imprese hanno utilizzato per migliorare la formazione dei propri dipendenti, e borse di ricerca a studiosi che hanno analizzato questo mondo in collaborazione con le università del territorio».

I numeri della ricerca, ancora non definitivi, sono stati così presentati: su 3500 imprese contattate, 1000 si sono dimostrate interessate, 280 sono state intervistate fisicamente, “donando” così almeno una giornata al colloquio con i ricercatori, mentre altre 50 hanno risposto alle domande tramite un questionario digitale.

«Una ricerca replicabile su scala nazionale – ha detto Chiara Mio, professoressa ordinaria dell’Università Ca’ Foscari di Venezia – che parte dalla consapevolezza che il conto economico non esprime tutto ciò che produce un’impresa. La reputation e gli intangibles, ad esempio, non sono nel conto economico. Ma la sostenibilità non è charity, anche se per molte imprese è ancora così: la charity, per esistere, ha bisogno delle disuguaglianze, per questo non cambia il modo in cui si crea il valore, ma perpetua le disuguaglianze. La charity va bene, ma non basta».

Questa la distribuzione geografica delle imprese campione: il 25% si trovano nelle province di Treviso e Belluno, il 24,6% a Padova e Rovigo, il 22,1% a Vicenza, il 20,7% a Venezia e il 7,5% a Verona. In rapporto alla dimensione (valutata sul numero di dipendenti e sul fatturato), il 36,1% sono micro imprese, il 33,2% piccole imprese, il 20,4% medie imprese, il 10,4% grandi imprese. La suddivisione per settori di attività vede prevalere il comparto commercio e servizi (55%), seguito dalle attività manifatturiere, costruzioni ed edilizia, estrazione di minerali (26,4%), dall’agricoltura, silvicoltura e pesca e industrie alimentari (16,1%), dalla fornitura di energia e acqua e gestione rifiuti (1,8%) e dalle attività farmaceutiche (0,7%).

Sono state 1035 le azioni etichettate come Rsi messe in campo dalle imprese. La maggioranza (435, pari al 42,2%) riguarda la Governance, ovvero l’assetto interno e le politiche per i dipendenti, al secondo posto si collocano le azioni Social, che hanno cioè per obiettivo il benessere della comunità e del territorio in cui l’impresa opera (368 azioni, pari al 35,7%), mentre circa un quinto delle pratiche ricadono nella categoria Environmental ovvero legata all’ambiente e all’ecologia (228 azioni, il 22,1%). Interessante è notare le differenze tra i territori: le azioni di Governance prevalgono di gran lunga a Vicenza e a Belluno e Treviso, mentre nelle altre province il terreno Social è il più praticato. L’ambiente si trova in tutti i territori in ultima posizione.

Che cosa ci dice la ricerca sull’età del management responsabile delle azioni di Rsi? I giovani, fino a 40 anni di età, sono il 28,7%; la maggioranza, il 49,2%, sono tra i 41 e i 50 anni di età; il 18,8% ha più di 50 anni.

C’è molta strada da fare sul fronte della gender diversity: la percentuale di donne a livello manageriale in rapporto alle azioni adottate è superiore alla metà soltanto nel 16,7% dei casi; la fetta maggiore delle imprese del campione (34,7%) vede il management femminile fra lo 0 e il 10%; nel 24,4% del campione la quota va dall’11 al 30%; nel 20,7% del campione va dal 31 al 50%.