4
settembre 2018

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Migliorare il benessere dei soggetti svantaggiati: un questionario aiuta a capire come

Quasi cinquant’anni fa l’OMS ha definito la salute come “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non solamente l’assenza di disagio o malattia”. Eppure, i principali indici di salute continuano a essere focalizzati soprattutto sulla malattia, lasciando indietro…

Quasi cinquant’anni fa l’OMS ha definito la salute come “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non solamente l’assenza di disagio o malattia”. Eppure, i principali indici di salute continuano a essere focalizzati soprattutto sulla malattia, lasciando indietro il benessere psicofisico e sociale. Marco Zuin, psicologo, docente e ricercatore allo IUSVE, ha invertito la rotta elaborando un modello utile a valutare i progressi in termini di benessere compiuti da soggetti svantaggiati reinseriti nel mondo del lavoro.

L’indagine è stata portata avanti nell’ambito del progetto 399-1-948-2016 “Modelli di sviluppo etici e relazioni responsabili per la creazione di filiere sostenibili”, finanziato con DGR 948/2016 Fondo sociale europeo in sinergia con il fondo europeo di sviluppo regionale, afferente al progetto Responsabilmente (Ambito tematico 2 – Filiera, Clienti, Catena di Fornitura), con ente proponente Unindustria Servizi & Formazione Treviso Pordenone Scarl e IUSVE ed Irecoop Veneto enti partner.

Zuin ha elaborato un questionario con 18 item da sottoporre alle persone che hanno partecipato a iniziative di reinserimento lavorativo attivate dal Consorzio “In Concerto” operante in provincia di Treviso. A loro è stato chiesto di rispondere a espressioni come «Ho la sensazione di imparare sempre di più di me stesso col passare del tempo», «Non ho una buona percezione di quello che sto cercando di fare nella vita» o «Alcune persone sono senza progetti, ma io non sono una di quelle» utilizzando una scala valutativa da 1 (fortemente in disaccordo) a 4 (fortemente in accordo). I risultati hanno dimostrato un netto miglioramento del benessere sociale e psicologico dei soggetti coinvolti dal Consorzio testimoniando l’efficacia del metodo utilizzato. Lo studio è poi proseguito valutando le sei dimensioni calcolabili dalla somma dei vari item: autonomia, controllo ambientale, relazioni positive, crescita personale, auto-accettazione e scopo nella vita.

«Lo strumento utilizzato è la Psychological Well-Being Scales, un test che ci ha consentito di dimostrare come chi si avvicini al Consorzio abbia necessità particolari – spiega il ricercatore –. Con la lettura congiunta di questi dati, sia da un punto di vista statistico-psicometrico e sia da un punto di vista di relazioni umane, si può dare un’enorme spinta al modello proposto dal Consorzio consentendo agli operatori di migliorare l’impatto delle loro attività». I questionari, infatti, sono entrati stabilmente nelle modalità operative del Consorzio, aumentando così il know-how relativo alla responsabilità sociale d’impresa e realizzando l’obiettivo prefisso dalla borsa di studio.