4
settembre 2018

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Il valore della sostenibilità: parola alle aziende

Dall’uso di inchiostri vegetali alla coltivazione biologica e biodinamica, dall’istallazione di impianti fotovoltaici all’adozione di politiche per il corretto riciclaggio dei rifiuti, passando per la riduzione della carbon foot print e per l’ottenimento delle più importanti certificazioni energetiche. Le imprese…

Dall’uso di inchiostri vegetali alla coltivazione biologica e biodinamica, dall’istallazione di impianti fotovoltaici all’adozione di politiche per il corretto riciclaggio dei rifiuti, passando per la riduzione della carbon foot print e per l’ottenimento delle più importanti certificazioni energetiche. Le imprese guardano sempre di più alla sostenibilità e fanno sistema per capire come imparare a fare business con uno spirito diverso, più green, integrato e, appunto, sostenibile.

Tutto nasce nel 2012, all’interno di Unindustria Treviso, quando dieci imprese interessate alla cultura della sostenibilità intesa come richiamo valoriale e come adozione di pratiche operative e di investimenti dedicati, decidono di iniziare a collaborare. Due anni più tardi, questa iniziativa viene inserita tra le attività della delega all’Etica d’impresa e Sostenibilità prevista dalla presidente Maria Cristina Piovesana. Nel 2015 parte il primo anno di attività che prevede incontri e visite aziendali tra gli operatori partecipanti affinché possano scambiarsi informazioni sulle iniziative di sostenibilità attivate nelle loro aziende.

Un format che piace, tanto che nel secondo anno le imprese partecipanti diventano 20 e nel terzo anno, in corso tra il 2017 e il 2018, salgono a 23. Le visite in azienda vengono affiancate da momenti plenari dedicati alla cultura della sostenibilità, sia su temi generali come l’economia circolare, che su temi specifici, come la sostenibilità in filiera.

«La cultura della sostenibilità è parte dei valori delle imprese del nostro territorio quale richiamo a un bene comune nel quale siamo tutti coinvolti e come modello efficace per la competitività, anche internazionale» dichiara il vicepresidente Ivo Nardi, ricordando che la peculiarità dell’iniziativa sta proprio nella sua modalità di applicazione: non top down, come si è soliti fare quando si approccia alla sostenibilità d’impresa, ma bottom up, per apprendere direttamente attraverso le esperienze realizzate sul campo.

Così, lasciando la parola agli stessi imprenditori, la sostenibilità non è stata approcciata come un «dovere», ma come un’opportunità per crescere, innovare e puntare a nuova competitività, creando, in alcuni casi, anche nuove sinergie. Non a caso, l’iniziativa è diventata parte del bando regionale Responsabilmente – Promuovere l’Innovazione Sociale e trasmettere l’Etica – Percorsi di RSI (“Progetto 399-1-948-2016 “Modelli di sviluppo etici e relazioni responsabili per la creazione di filiere sostenibili” finanziato con DGR n. 948 del 22 giugno 2016 – Fondo sociale europeo in sinergia con il fondo europeo di sviluppo regionale – por 2014 – 2020 – ob. “Investimenti a favore della crescita e dell’occupazione” – promosso da Unindustria Servizi & Formazione Treviso Pordenone).

Inoltre, per favorire la diffusione di tali iniziative, è stato realizzato e distribuito a tutti gli associati di Unindustria un volume intitolato «Il valore della sostenibilità» in cui sono state riunite le esperienze di 21 aziende che hanno raccontato il loro modo di fare CSR.

Ma non è tutto: nelle attività per la promozione dei principi di RSI sono stati coinvolti anche i più giovani, attraverso l’attivazione di un percorso di alternanza scuola-lavoro a cui ha partecipato l’Istituto Riccati – Luzzati di Treviso con tre classi (due terze e una quarta) per un totale di 80 studenti. Il percorso si è articolato con un periodo di formazione in aula che ha visto anche l’intervento di testimonianze aziendali, la visita diretta nelle aziende e l’attivazione di un progetto dedicato con valutazione e premiazione finale. Un’ulteriore via, dunque, per approcciare i temi della sostenibilità d’impresa, favorendo la crescita di competenze specifiche e la diffusione di tali pratiche anche al resto del tessuto imprenditoriale locale e nazionale.

Le imprese che hanno preso parte alle iniziative sono: Amorim Cork italia, Anodica Trevigiana, Codognotto Italia, Colfert, Contarina, Ecomarca, Galdi, Gava Cav. Giuseppe Imballaggi, Industria Cementi Giovanni Rossi, Itlas, La Cantina Pizzolato, Latteria Montello, LBA, Lucart, Meteor, Microtecnica Trevisana, Perenzin Latteria, Perlage, Piave Servizi, Sincromia e Vettorello. «Esperienze pionieristiche e autentiche, le loro – conclude Nardi –, che speriamo possano ispirare anche altre realtà a leggere la responsabilità sociale come valore fondamentale dell’essere imprenditori».