Attività

La CSR viene definita nel Libro Verde della Responsabilità Sociale d’Impresa (2011) come “l’integrazione su base volontaria, da parte delle imprese, delle istanze sociali ed ecologiche nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate”. Essa quindi può, e deve, essere declinata, a seconda dei portatori d’interesse coinvolti, in diversi ambiti, interni ed esterni all’impresa, e si rivolge e gruppi di interlocutori differenziati.

Ambiente di lavoro e welfare

Questo tema riguarda i rapporti dell’impresa con i propri lavoratori e si compone di aspetti di importanza fondamentale quali la salute e la sicurezza dei lavoratori (oltre gli obblighi di legge), la stabilizzazione dei rapporti di lavoro, un percorso di crescita professionale dei lavoratori tramite iniziative di formazione, misure di conciliazione dei tempi di vita/lavoro, tutela delle pari opportunità e non discriminazione.

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Ambiente e rapporto con il territorio e la comunità

L’impresa, come ogni altro organismo, non è un sistema chiuso per cui nel suo agire genera una serie di ricadute, positive e negative, sull’ambiente e sulla comunità di riferimento. Per quanto riguarda il rispetto dell’ambiente oltre i limiti di legge si possono valutare le fonti energetiche utilizzate, il risparmio energetico, il riciclo dei materiali, gli imballaggi, la presenza di sistemi di gestione ambientale e di certificazioni.

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Gestione della catena di fornitura

Un’impresa responsabile deve assicurarsi che la responsabilità sociale sia rispettata non solo al proprio interno ma anche lungo tutta la propria catena di fornitura. In tal modo essa riesce ad influire sulla gestione responsabile di un ecosistema economico molto ampio, ovvero tutti i soggetti con cui viene in contatto l’azienda nelle proprie operazioni commerciali. Esempi di gestione responsabile della catena di fornitura sono l’utilizzo di fornitori che garantiscano una maggiore inclusione sociale (cooperative sociali), accorciamento della catena di fornitura, utilizzo di logistica più sostenibile (eco-imballaggi), utilizzo di fornitori che rispettino i diritti umani e la salute e sicurezza sul luogo di lavoro.

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Innovazione e competitività

Un’impresa che sappia innovare e che sia competitiva è un’impresa che assicura la sostenibilità del proprio business nel medio e lungo termine a garanzia del sistema economico e dei propri portatori d’interesse. L’innovazione può essere organizzativa, di prodotto, di marketing, di processo ma anche innovazione sociale. Importante, inoltre, è valutare la propensione alla ricerca e allo sviluppo e il grado di competitività e internazionalizzazione dell’azienda.

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Organizzazione e amministrazione

Un’impresa che adotti un modello organizzativo interno improntato alla responsabilità sociale d’impresa pone le basi per uno sviluppo sostenibile nel medio/lungo periodo del proprio business. Diventa fondamentale quindi valutare aspetti quali l’inserimento della RS nella strategia competitiva, il modello organizzativo adottato, la composizione del CdA e dei vertici, la presenza di rendicontazione sociale/ambientale, l’attuazione di misure anticorruzione e una gestione finanziaria trasparente ed etica.

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Promozione e diffusione della RSI nel territorio

Le autorità pubbliche dovrebbero svolgere un ruolo di sostegno attraverso una combinazione intelligente di misure politiche volontarie e, ove necessario, di regolamentazione complementare, per esempio per promuovere la trasparenza, creare incentivi di mercato per il comportamento responsabile delle imprese e garantire la rendicontabilità aziendale.

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Tutela dei consumatori

I consumatori sono il primo gruppo di portatori d’interesse esterni all’azienda che si relaziona con essa principalmente tramite il processo di acquisto e consumo dei prodotti/servizi dell’azienda. Vengono valutati aspetti quali l’estensione di tutele e garanzie oltre i limiti di legge, la proposta di prodotti o servizi che tutelino particolari categorie di consumatori “deboli”, azioni di tutela e coinvolgimento dei consumatori (inclusione dei consumatori nella progettazione dei prodotti/servizi, politiche di customer satisfaction, ecc.), trasparenza nella comunicazione sull’origine e composizione del prodotto.

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Consumatori

I consumatori sono il primo target esterno delle imprese, quindi i primi “giudici”esterni delle azioni di responsabilità sociale , coloro che con il proprio comportamento d’acquisto possono determinare il successo o meno di una politica di responsabilità sociale di un’impresa. Sempre più i consumatori si fanno “consapevoli”: una recente indagine Nielsen (Global Corporate Citizenship, 2014) dimostra come il 55% dei consumatori mondiali è disposto a pagare di più per prodotti e servizi di aziende che si impegnano ad avere un positivo impatto sociale e ambientale.

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Enti pubblici

La RSI riguarda tutte le organizzazioni e i soggetti che con le loro azioni hanno un impatto sulla società. Gli enti pubblici hanno la possibilità con il loro operato sia di realizzare direttamente azioni di responsabilità sociale (green public procurement) sia di promuovere la diffusione della CSR presso imprese e consumatori con finanziamenti diretti e indiretti, azioni di formazione e informazione.

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Imprese

Le imprese sono il soggetto primario, anche se assolutamente non l’unico, quando si parla di responsabilità sociale d’IMPRESA. L’ultima comunicazione in materia di RSIdella Commissione Europea, definisce, infatti, la RSI come “La responsabilità delle imprese per il loro impatto sulla società”. Nella Comunicazione la Commissione afferma che “lo sviluppo della responsabilità sociale dovrebbe essere guidato dalle imprese stesse”. La RSI è un approccio che può essere adottato da tutte le imprese dalle micro alle grandi in ogni settore.

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Scuole e Università

L’attuale difficile momento economico pone in primo piano il problema della formazione dei giovani, dato che un Paese che non investe sui giovani e in cui non vi è l’apporto lavorativo delle nuove generazioni è un Paese destinato all’involuzione. Scuole e Università devono essere supportate nella formazione dei cittadini, lavoratori e imprenditori di domani, consapevoli che l’unico modello di sviluppo possibile è quello orientato alla sostenibilità e responsabilità. Scuole e Atenei dovrebbero includere nei propri programmi moduli formativi sulla RSI e sull’autoimprenditorialità, con un occhio di riguardo per l’imprenditoria sociale e l’innovazione sociale, per favorire un modello di sviluppo più sostenibile e che favorisca la massima inclusione sociale e lavorativa dei giovani.

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Terzo settore/associazioni

Sono soggetti del “Terzo settore” le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale, le cooperative sociali (di tipo “A”, “B”e “miste”), le imprese sociali diverse dalle cooperative sociali, le società di mutuo soccorso e, inoltre, solo se caratterizzati da prevalenti finalità sociali di interesse generale, le fondazioni, gli istituti di patronato e gli enti religiosi. Lo sviluppo dell’imprenditorialità sociale, quale principale strumento di innovazione sociale, è la via per garantire una diffusione di modelli organizzativi e produttivi più sostenibili sia dal punto di vista ambientale che sociale. Un altro importante gruppo di portatori d’interesse sono le associazioni di cittadinanza attiva, che promuovono la partecipazione delle cittadine e dei cittadini alla vita civile del Paese.

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